RSA San Domenico

Al centro della terapia occupazionale vi è il fare: il fare come strumento di recupero dell’autonomia e di una serie di benefici psicofisici ad essa correlati. L’occupazione costruttiva del tempo diviene quindi un processo riabilitativo che, utilizzando come mezzo privilegiato le molteplici attività  della vita quotidiana, attraverso un intervento individuale o di gruppo, coinvolge la globalità della persona. Gli obiettivi? Aiutarne l’adattamento fisico, psicologico o sociale, aumentarne il grado di autonomia e partecipazione, e migliorarne globalmente la qualità di vita, pur nella disabilità.

I primi passi

In Rsa San Domenico, il terapista occupazionale effettua sin da subito una valutazione funzionale e psicologica dell’ospite, indagando sul tipo di trauma coinvolto, sulla storia occupazionale, sugli interessi e le relazioni sia della persona direttamente coinvolta, che del familiare/caregiver. Se da un lato è fondamentale valutare la condizione di partenza dell’ospite, dall’altro l’obiettivo di fondo del professionista è sempre entrare in empatia con la persona.

Solo una completa fiducia nel rapporto terapista-paziente permette di elaborare un programma riabilitativo personalizzato, che sia realmente rispondente alle esigenze del soggetto; programma che il professionista definisce, anche in equipe multidisciplinare, perché sia volto all’individuazione dei bisogni concreti dell’ospite ed al progressivo raggiungimento del maggior grado di autonomia, nella vita quotidiana come nel tessuto sociale di riferimento.

Le attività

Il terapista occupazionale tratta condizioni fisiche e psichiche, temporanee o permanenti, rivolgendosi ad ospiti di tutte le età; utilizza attività e strategie sia individuali che di gruppo (attività della vita quotidiana come lavarsi, vestirsi, truccarsi, cucinare,  mangiare, gestire un computer; attività manuali; attività di stimolazione cognitiva; training negli spostamenti; training nei trasferimenti sedia-letto/sedia-wc o viceversa, attività ludiche, attività sensoriali, adattamento ambientale), promuovendo la partecipazione e il recupero delle funzioni psico-motorie.

Il terapista partecipa poi nella valutazione d’equipe e nella scelta di eventuali ausili per migliorare lo svolgimento di attività quotidiane che risultano difficili, o del tutto impossibili, a causa di traumi psico-somatici o deficit. Ottenuto lo strumento, il professionista ne segue l’impiego, lavorando sulla postura, sfruttando i principi dell’ergonomia articolare  e  prevenendo eventuali piaghe da decubito.